Il Centro clinico SRBA, fondato nel 2004, offre servizi di consulenza psicologica, psicoterapia e counseling in presenza, nelle sedi di Roma e Palmi (RC), e in remoto, tramite zoom e whatsapp. Il team di esperti è dedicato a supportare chi cerca aiuto, guidando ogni individuo, coppia o famiglia nel percorso terapeutico più adeguato, con l’obiettivo di alleviare la sofferenza e promuovere un’evoluzione personale duratura.
Il terapeuta agisce come una “base sicura”, aiutando i pazienti a esplorare i propri nodi critici e a sviluppare la consapevolezza di sé. Li sostiene nel valorizzare la propria autenticità con l’obiettivo di restituir loro la propria autonomia nel minor tempo possibile. Il Centro segue un approccio teorico-clinico integrato, che include psicodinamica, psicoanalisi, terapia di gruppo, approcci sistemico-relazionali, cognitivo-comportamentali, e terapie artistiche.
L’ansia è un’emozione naturale e fondamentale per il nostro adattamento. Come molti disagi emotivi, la sua origine è legata a fattori psicologici personali e alle esperienze precoci della vita, che possono riemergere nel corso della nostra quotidianità. Gli attacchi di panico, invece, si manifestano con sintomi psicologici e fisici simili a quelli dell’ansia, ma con un’intensità e un’escursione molto più marcate. Questo disturbo, che colpisce molte persone, può insorgere all’improvviso e diventare invalidante se non affrontato con un intervento terapeutico adeguato. Se non si intraprende un percorso terapeutico con un professionista esperto, gli attacchi di panico possono intensificarsi e diventare sempre più difficili da gestire. Questa situazione può disorientare il paziente, che può sentirsi sopraffatto dalla paura di eventi catastrofici, come un infarto o la morte. I sintomi più comuni includono vampate di calore o brividi, oppressione al petto, sensazione di soffocamento o iperventilazione, palpitazioni, nausea e formicolio agli arti. Le cause scatenanti variano da individuo a individuo e possono essere molteplici. È fondamentale riconoscere e affrontare questi sintomi per migliorare la qualità della vita.
La depressione, nel contesto psicologico, si riferisce specificamente al “disturbo depressivo”. È importante notare che un episodio depressivo, pur essendo un’esperienza dolorosa, non è considerato una patologia in senso stretto. Il quadro depressivo è caratterizzato da un abbassamento del tono dell’umore e da una profonda tristezza. Spesso, un episodio depressivo può essere scatenato da eventi significativi della vita o da situazioni particolari che la persona sta affrontando. Quando parliamo di depressione come disturbo dell’umore, ci riferiamo in particolare alla depressione maggiore. Questa condizione è caratterizzata da un umore depresso intenso e persistente, che ha un impatto significativo sulla vita lavorativa, sociale e affettiva dell’individuo. Chi ne soffre può apparire apatico e disinteressato, trovando difficoltà ad affrontare le sfide quotidiane. I sintomi più comuni includono: perdita di energia, disturbi del sonno, variazioni di peso (sia perdita che aumento), affaticamento, difficoltà di concentrazione e nervosismo. Inoltre, le persone affette da depressione possono sperimentare una gamma di emozioni, tra cui tristezza, angoscia, disperazione e un senso di vuoto, che possono portare a isolamento sociale, lamentele e passività. È fondamentale riconoscere questi segnali e cercare supporto, poiché la depressione è una condizione trattabile e il benessere è possibile.
La maternità è un’esperienza ricca di emozioni, ma il periodo che segue il parto può rivelarsi particolarmente complesso. In alcune donne, questo momento può essere segnato da un disagio profondo, che si manifesta come depressione post-partum. Questa condizione colpisce tra il 10% e il 15% delle neomamme e, sebbene possa svilupparsi lentamente nei primi tre mesi, il suo esordio è spesso improvviso. La depressione post-partum può compromettere la capacità della madre di prendersi cura di sé e del proprio bambino, portando a sintomi simili a quelli della depressione maggiore. Tra questi si possono riscontrare sbalzi d’umore, irritabilità, ansia, difficoltà di concentrazione, perdita di appetito, insonnia e crisi di pianto. Le madri possono sentirsi sopraffatte, provare una stanchezza estrema e nutrire preoccupazioni riguardo alla loro capacità di occuparsi del figlio, arrivando a sentirsi inadeguate. In alcuni casi, possono emergere pensieri di rifiuto verso il neonato o ideazioni suicidarie, accompagnati da un forte senso di colpa. Senza un intervento adeguato, la depressione post-partum può risolversi spontaneamente, ma in altre situazioni può evolvere in una forma cronica di depressione. È fondamentale riconoscere questi segnali e cercare supporto per affrontare al meglio questa fase delicata della vita.
La rabbia è spesso percepita come un’emozione negativa, associata a comportamenti violenti e aggressivi. Tuttavia, essa rappresenta una delle emozioni fondamentali che ci aiutano ad adattarci e a sopravvivere nel nostro ambiente. Proprio come l’ansia, la rabbia ha un ruolo specifico: ci avvisa di un disagio, di una difficoltà o di un ostacolo che impedisce il raggiungimento dei nostri obiettivi. Questa emozione ha una funzione cruciale, poiché ci prepara all’azione, attivando modificazioni psicofisiologiche che possono manifestarsi come impulsività o un aumento dell’energia, spingendoci a reagire per allontanare ciò che ci disturba. Tuttavia, molte persone faticano a gestire la rabbia, trovandosi in difficoltà nel modulare la propria reazione in modo adeguato al contesto. La dis-regolazione emotiva può manifestarsi in modi opposti: da un lato ci sono coloro che reagiscono con violenza, dall’altro quelli che temono di affrontare un’emozione così intensa e scelgono una posizione passiva. In entrambi i casi, un percorso di psicoterapia può rivelarsi utile per esplorare questa emozione, che è tanto vitale quanto importante. Attraverso la terapia, è possibile acquisire la capacità di riconoscere e utilizzare gli aspetti positivi che la rabbia può offrire, trasformando questa energia in un’opportunità di crescita personale.
Il disturbo post traumatico da stress (PTSD) è una condizione psicologica che può insorgere dopo aver vissuto o assistito a eventi traumatici, come incidenti, violenze o catastrofi naturali. Le persone affette da PTSD possono sperimentare sintomi intensi, tra cui rivisitazioni intrusive dell’evento, evitamento di situazioni che ricordano il trauma e un persistente stato di allerta. Questi sintomi possono influenzare profondamente la vita quotidiana, le relazioni e il benessere emotivo. In un contesto psicodinamico, si esplora come le esperienze passate e le dinamiche interne possano contribuire alla manifestazione del disturbo, permettendo una comprensione più profonda delle emozioni e dei comportamenti. La terapia mira a elaborare il trauma, favorendo un processo di integrazione e guarigione. Attraverso un lavoro terapeutico attento e empatico, è possibile affrontare le ferite emotive e ritrovare un senso di sicurezza e serenità.
I disturbi psicosomatici e le somatizzazioni rappresentano manifestazioni concrete di un disagio psicologico, traducendosi in sintomi fisici. Quando ci troviamo ad affrontare situazioni di stress emotivo, preoccupazione o emergenze, il nostro corpo può subire un sovraccarico che non riesce a gestire, dando origine a disturbi fisici che riflettono un malessere profondo. L’organismo è costretto ad adattarsi a cambiamenti emotivi continui e improvvisi, alcuni dei quali possono avere effetti positivi sulla nostra vita, mentre altri possono generare pressioni eccessive, contribuendo a un aumento dello stress. Anche eventi quotidiani apparentemente insignificanti, come rimanere bloccati nel traffico o perdere un autobus, insieme a condizioni lavorative stressanti, ambienti competitivi, difficoltà economiche o esperienze traumatiche come incidenti o calamità naturali, possono scatenare disturbi psicosomatici. È fondamentale riconoscere questi segnali del corpo come un invito a esplorare e affrontare il disagio emotivo sottostante.
Affrontare una diagnosi di cancro rappresenta un evento traumatico che coinvolge ogni aspetto dell’individuo, non solo quello fisico, ma anche profondamente quello psicologico e sociale. Le conseguenze di questa malattia possono essere devastanti: il dolore e la difficoltà nell’accettare le cure possono generare gravi ripercussioni, come l’incapacità di soddisfare le proprie esigenze sociali e l’insorgere di stati depressivi o altre problematiche emotive. In questo contesto, il supporto di uno psiconcologo può rivelarsi fondamentale. Questo professionista offre un aiuto psicologico non solo ai pazienti, ma anche ai loro familiari, con l’obiettivo di migliorare la qualità della vita e ridurre il rischio di sviluppare conseguenze psicopatologiche che potrebbero influenzare negativamente il futuro del malato.
Il lutto è un processo complesso di rielaborazione emotiva che si verifica in seguito alla perdita di una persona cara. Questo percorso è intrinsecamente doloroso e può manifestarsi attraverso una varietà di sentimenti, tra cui tristezza, rabbia, senso di colpa e una profonda sensazione di vuoto. È importante comprendere che le modalità di elaborazione del lutto, così come le reazioni e i tempi necessari per affrontare un grande dolore, possono variare notevolmente da individuo a individuo. Non esiste un’unica strada da seguire, e il processo non è sempre lineare. Le cinque fasi comunemente riconosciute del lutto includono la negazione, la rabbia, il patteggiamento, la depressione e l’accettazione. Tuttavia, è fondamentale notare che il lutto non si limita esclusivamente alla morte fisica di una persona; può anche derivare da separazioni, abbandoni o perdite più astratte, che possiamo definire perdite fantasmatica.
Il termine “transgender” descrive un ampio spettro di esperienze in cui le persone si identificano con un genere diverso da quello assegnato alla nascita. Questo concetto abbraccia sia le identità di genere che possono essere temporanee sia quelle che sono più stabili nel tempo. All’interno di questo contesto, il termine “transessuale” si riferisce a individui che desiderano o hanno già intrapreso un percorso di transizione sociale, passando da un genere all’altro, sia da maschio a femmina che viceversa. È importante riconoscere che queste esperienze sono profondamente personali e possono variare notevolmente da persona a persona, riflettendo la complessità dell’identità di genere e il desiderio di vivere in armonia con il proprio senso di sé.
I disturbi della sfera sessuale rappresentano una serie di problematiche che possono influenzare profondamente la vita intima e relazionale delle persone. Questi disturbi includono l’eiaculazione ritardata, che si manifesta con difficoltà nel raggiungere l’orgasmo, e il disturbo erettile, caratterizzato dall’incapacità di mantenere un’erezione soddisfacente. Altre problematiche riguardano il disturbo dell’orgasmo femminile, che può impedire alle donne di vivere appieno la propria sessualità, e il disturbo del desiderio sessuale, che può colpire sia uomini che donne, portando a una diminuzione dell’interesse per l’attività sessuale. Inoltre, ci sono disturbi legati al dolore genito-pelvico e alla penetrazione, che possono rendere l’esperienza sessuale dolorosa e frustrante. Anche l’eiaculazione precoce è un problema comune, in cui l’uomo raggiunge l’orgasmo prima del desiderato. Infine, è importante considerare la disfunzione sessuale indotta da sostanze o farmaci, che può influenzare negativamente la vita sessuale di chi ne fa uso. Affrontare questi disturbi con un professionista può aiutare a migliorare la qualità della vita e a ristabilire una sana relazione con la propria sessualità.
I disordini alimentari rappresentano un insieme di disturbi caratterizzati da comportamenti alimentari anomali che portano a un consumo o assorbimento di cibo alterato, compromettendo così la salute fisica e il benessere psicosociale dell’individuo. Tra i principali disturbi alimentari troviamo l’anoressia nervosa, la bulimia nervosa, il disturbo da binge-eating, il disturbo da ruminazione e il disturbo evitante/restrittivo dell’assunzione di cibo. Sebbene questi disturbi colpiscano prevalentemente gli adolescenti, negli ultimi anni si è osservato un aumento della loro incidenza anche tra gli uomini. È fondamentale riconoscere e affrontare questi problemi per garantire un adeguato supporto e trattamento a chi ne soffre.
La dipendenza affettiva, spesso definita come “love addiction”, rappresenta una condizione patologica che può compromettere gravemente l’autonomia e il benessere individuale. Sebbene la dipendenza in sé non sia sempre negativa, poiché può favorire relazioni paritarie in cui ci si accudisce reciprocamente, la dipendenza affettiva si distingue per la sua natura ossessiva. Chi ne è affetto tende a cercare approvazione e attenzione in modo incessante, trascurando spazi personali e esperienze esterne che potrebbero destabilizzare la relazione. Le radici di questa dipendenza si trovano spesso nelle dinamiche familiari vissute durante l’infanzia, rendendo difficile per l’individuo riconoscere la specificità di questa forma di dipendenza rispetto ad altre.
Il narcisismo, d’altra parte, è un disturbo relazionale che altera la percezione di sé e degli altri, manifestandosi attraverso un bisogno costante di ammirazione e una marcata mancanza di empatia. Questo disturbo di personalità, sempre più diffuso nella società contemporanea, è caratterizzato da un senso di grandiosità che porta l’individuo a focalizzarsi esclusivamente su sé stesso, spesso a scapito delle relazioni interpersonali. La difficoltà nel riconoscere e valorizzare le emozioni altrui può generare interazioni superficiali e conflittuali, rendendo complesso il mantenimento di legami autentici e significativi.
Il mobbing è un fenomeno complesso che si manifesta attraverso comportamenti sistematici e ripetuti di bullismo sul luogo di lavoro, creando un ambiente ostile e minaccioso per la vittima. Questo tipo di violenza psicologica può portare a conseguenze devastanti, non solo sul piano professionale, ma anche su quello personale e relazionale, generando ansia, depressione e una profonda perdita di autostima. Le dinamiche di potere e le relazioni interpersonali disfunzionali sono al centro di questo fenomeno, richiedendo un’analisi approfondita delle emozioni e dei vissuti di chi ne è colpito.
Lo stalking, d’altra parte, si riferisce a un comportamento intrusivo e persecutorio che può manifestarsi attraverso molestie, minacce o sorveglianza costante da parte di un individuo nei confronti di un altro. Questa forma di violenza, spesso radicata in dinamiche affettive malsane, può generare un profondo senso di paura e vulnerabilità nella vittima, influenzando negativamente la sua vita quotidiana e le sue relazioni. Comprendere le origini e le manifestazioni di tali comportamenti è fondamentale per affrontare e superare le esperienze traumatiche, favorendo un percorso di guarigione e ripristino del benessere psicologico.
Il bullismo, un termine che deriva dall’inglese “bullying” e affonda le sue radici nel concetto di mobbing, si manifesta come un’oppressione, sia psicologica che fisica, che si ripete nel tempo. Questo fenomeno coinvolge una persona o un gruppo di individui che esercitano la loro superiorità nei confronti di un’altra persona percepita come più vulnerabile. In particolare, il bullismo psicologico si concretizza attraverso comportamenti mirati a isolare ed escludere la vittima, manipolando le sue relazioni sociali e ricorrendo a diffamazioni. Questo tipo di aggressione non solo danneggia l’autostima della vittima, ma può anche avere effetti duraturi sul suo benessere psicologico e sociale.
La ludopatia, o gioco d’azzardo patologico, è una condizione complessa che coinvolge una relazione disfunzionale con il gioco, caratterizzata da un bisogno compulsivo di scommettere, nonostante le conseguenze negative. Spesso, le persone affette da ludopatia utilizzano il gioco come un modo per sfuggire a emozioni dolorose o per affrontare situazioni di stress, creando un circolo vizioso che può portare a problemi finanziari, relazionali e psicologici. La ludopatia può manifestarsi in vari modi, dall’uso occasionale del gioco fino a comportamenti estremi che compromettono la vita quotidiana e il benessere personale.
La dipendenza da sostanze, d’altra parte, è un disturbo caratterizzato dall’uso compulsivo di droghe o alcol, nonostante le conseguenze dannose per la salute e le relazioni interpersonali. Questa dipendenza spesso nasce da una ricerca di piacere immediato o da un tentativo di alleviare sofferenze emotive, ma si trasforma rapidamente in una necessità che domina la vita dell’individuo. Le persone con dipendenza da sostanze possono sperimentare una serie di sintomi fisici e psicologici, tra cui ansia, depressione e isolamento sociale, rendendo fondamentale un intervento terapeutico mirato per affrontare le radici profonde di questo comportamento e favorire un percorso di recupero e crescita personale.
L’ingresso a scuola rappresenta un momento cruciale nella vita di un bambino, poiché segna il passaggio da un contesto familiare, caratterizzato da dinamiche affettive e identificazione con i genitori, a un ambiente scolastico più strutturato e organizzato. In questo nuovo contesto, la comunicazione e le informazioni sociali assumono un ruolo fondamentale. È importante notare che i bambini e gli adolescenti con Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA) spesso possiedono un quoziente intellettivo nella norma o superiore. La peculiarità dei DSA risiede nella loro specificità: questi disturbi influenzano in modo mirato determinate abilità necessarie per l’apprendimento. La classificazione dei DSA avviene in base alle abilità compromesse, seguendo criteri diagnostici e linee guida ben definiti. Tra i principali disturbi troviamo la dislessia, che riguarda la lettura, la disgrafia e la disortografia, che interessano la scrittura, e la discalculia, che colpisce le abilità di calcolo. Comprendere queste dinamiche è essenziale per supportare adeguatamente i bambini e gli adolescenti nel loro percorso educativo.
I Bisogni Educativi Speciali (BES) rappresentano una categoria importante nel contesto educativo e psicologico, poiché si riferiscono a quegli alunni che, per vari motivi, necessitano di un supporto specifico per affrontare il percorso scolastico. Questi bisogni possono derivare da difficoltà di apprendimento, disturbi del comportamento o condizioni fisiche e psicologiche particolari. È fondamentale che gli educatori e i genitori collaborino per identificare precocemente le esigenze di ciascun bambino, creando un ambiente inclusivo e stimolante. L’approccio deve essere personalizzato, tenendo conto delle peculiarità di ogni individuo, affinché si possano attuare strategie didattiche adeguate. La sensibilizzazione e la formazione del personale scolastico sono essenziali per garantire che ogni alunno possa esprimere il proprio potenziale. In questo contesto, il supporto psicologico gioca un ruolo cruciale, offrendo strumenti e risorse per affrontare le sfide quotidiane. È importante promuovere una cultura dell’inclusione, dove ogni bambino si senta valorizzato e compreso. Solo così possiamo costruire un futuro educativo più equo e accessibile per tutti.
La dipendenza da internet è un fenomeno sempre più diffuso tra i giovani, spesso alimentato dalla costante connessione e dall’accesso immediato a contenuti di ogni tipo. Questa condizione può portare a una serie di problematiche, tra cui l’isolamento sociale, l’ansia e la depressione. In particolare, il bullismo digitale rappresenta una delle manifestazioni più preoccupanti di questa dipendenza, poiché i giovani possono diventare sia vittime che perpetratori di comportamenti dannosi online. Le piattaforme sociali, pur offrendo opportunità di socializzazione, possono trasformarsi in spazi di aggressione e intimidazione, amplificando il dolore emotivo. È fondamentale che i genitori e gli educatori siano consapevoli di questi rischi e promuovano un uso consapevole e responsabile della tecnologia. Interventi mirati possono aiutare i giovani a sviluppare competenze relazionali e a gestire le emozioni, riducendo così il rischio di dipendenza e di coinvolgimento in dinamiche di bullismo. Creare un ambiente di supporto e comunicazione aperta è essenziale per affrontare queste sfide e promuovere un benessere psicologico duraturo.
La pandemia di Covid-19 ha avuto un impatto profondo sulla salute mentale di molte persone, portando a un aumento significativo di disturbi come ansia, stress, depressione e insonnia. Sentimenti di rabbia, incertezza e una costante sensazione di sospensione hanno caratterizzato la vita quotidiana di molti. I gruppi più vulnerabili includono coloro che hanno affrontato la malattia in prima persona, chi ha perso familiari o amici, e coloro che hanno subito perdite lavorative o difficoltà professionali. Il lockdown ha costretto molte persone a vivere in spazi ristretti, amplificando il senso di isolamento e privazione sociale. Questo isolamento ha avuto effetti devastanti sulle relazioni interpersonali, colpendo in particolare giovani e anziani, che si sono trovati a fronteggiare la solitudine e la paura di un futuro incerto. L’angoscia legata alla sicurezza economica e l’impossibilità di vedere i propri cari hanno contribuito a un generale stato di affaticamento e stress psicologico, minando quelle certezze che prima sembravano solide. Inoltre, si stanno studiando le conseguenze del lockdown sui neonati, in relazione alla mancanza di stimoli e interazioni sociali. È fondamentale riconoscere e affrontare queste problematiche per promuovere un recupero sano e sostenibile.
Il trauma psicologico nell’età evolutiva rappresenta un’esperienza profondamente destabilizzante, che può manifestarsi attraverso eventi singoli o prolungati nel tempo. Questi eventi, che possono includere situazioni di violenza, perdita improvvisa o minacce all’integrità fisica, lasciano i giovani in uno stato di vulnerabilità e impotenza. Quando un bambino vive un trauma, il suo corpo e la sua mente reagiscono attivando meccanismi di stress che, nella maggior parte dei casi, tendono a risolversi spontaneamente. Tuttavia, è fondamentale riconoscere che non tutti i bambini riescono a elaborare queste esperienze senza supporto. Le conseguenze di un trauma possono influenzare lo sviluppo emotivo e relazionale, portando a difficoltà nella gestione delle emozioni, nelle relazioni interpersonali e nel rendimento scolastico. È quindi essenziale che genitori, educatori e professionisti siano consapevoli dei segnali di disagio e offrano un ambiente sicuro e di supporto, affinché i bambini possano affrontare e superare le loro esperienze traumatiche. La sensibilizzazione e l’intervento precoce possono fare la differenza nel percorso di guarigione e crescita di un bambino.
Il centro clinico propone percorsi di psicoterapia, disponibili in sede e online, gestiti da professionisti qualificati e iscritti all’Albo. Dopo una diagnosi iniziale, verrà proposto l’intervento più appropriato per ogni disagio psicologico o esigenza del paziente.
Percorsi di cura psicologica finalizzati al miglioramento del benessere attraverso l’esplorazione di pensieri, emozioni e comportamenti. I terapeuti utilizzano tecniche specifiche per aiutare i pazienti a comprendere e affrontare le loro difficoltà emotive, favorendo una maggiore consapevolezza di sé. Ogni percorso è personalizzato per rispondere alle esigenze uniche di ciascuno.
La psicoterapia individuale rappresenta un’importante risorsa per la cura di diverse problematiche psicologiche e per favorire la consapevolezza, sia a livello dinamico che emotivo, in momenti di difficoltà. Durante le sedute, il paziente e lo psicoterapeuta si incontrano in un ambiente protetto, dove la comunicazione verbale diventa il mezzo attraverso il quale si può esplorare liberamente il proprio mondo interiore. Questo processo consente di affrontare e risolvere i nodi che generano sofferenza psicologica.
Il percorso terapeutico si articola in incontri regolari, che possono avvenire una o più volte a settimana, in giorni e orari stabiliti. È importante sottolineare che la durata del trattamento non può essere predeterminata, poiché ogni paziente è unico, con risorse personali e modalità di espressione dei propri sintomi che variano notevolmente. La psicoterapia, quindi, si adatta alle esigenze individuali, offrendo un supporto personalizzato nel cammino verso il benessere.
La psicoterapia di gruppo si svolge in un ambiente strutturato, caratterizzato da un setting specifico, come le poltrone disposte in cerchio, che favorisce l’interazione e la comunicazione tra i partecipanti. Gli incontri avvengono una volta alla settimana, sempre nello stesso giorno e alla stessa ora, creando così un ritmo e una routine che possono contribuire al senso di sicurezza e stabilità. Durante le sessioni, il gruppo si concentra sulle esperienze e le emozioni del “qui e ora”, permettendo a ciascun membro di condividere le proprie tematiche personali.
Uno degli aspetti più potenti della terapia di gruppo è la possibilità di rispecchiarsi negli altri. Ogni partecipante ha l’opportunità di riconoscere le proprie dinamiche relazionali attraverso le esperienze altrui, creando un ambiente di apprendimento e crescita reciproca. È importante sottolineare che il terapeuta di gruppo deve possedere una preparazione specifica per gestire le dinamiche del gruppo, indipendentemente dall’orientamento terapeutico adottato.
La riservatezza è un elemento cruciale in questo contesto: tutti i membri del gruppo sono tenuti a mantenere la privacy riguardo a quanto condiviso durante le sessioni, creando così uno spazio sicuro in cui ognuno può esprimersi liberamente senza timore di giudizio o di divulgazione. In questo modo, la terapia di gruppo diventa un’opportunità non solo per affrontare le proprie difficoltà, ma anche per costruire relazioni significative e supporto reciproco.
La psicoterapia di coppia rappresenta un valido strumento per affrontare le sfide che possono sorgere all’interno di una relazione, sia essa tra fidanzati, conviventi o coppie sposate. In un ambiente terapeutico condiviso, il consulente di coppia o lo psicologo specializzato lavora con entrambi i partner, mirando a migliorare la comunicazione e a esplorare le dinamiche relazionali. Questo tipo di terapia non è riservato solo a situazioni di crisi, ma è utile anche in assenza di problemi evidenti, poiché può contribuire a rafforzare la connessione emotiva e a promuovere cambiamenti positivi. La terapia di coppia è particolarmente consigliata quando si verificano delle fratture nella relazione, come un calo della vita sessuale, un tradimento o una crisi matrimoniale. In questi casi, il supporto di un professionista può facilitare la comprensione reciproca e la risoluzione dei conflitti.
La psicoterapia familiare si concentra sull’intero nucleo familiare, affrontando il disagio di un singolo individuo attraverso l’analisi delle relazioni interpersonali significative. Il consulente familiare inizia il percorso incontrando il paziente che richiede aiuto e successivamente coinvolge l’intera famiglia. Il principio fondamentale della psicoterapia familiare è che ogni famiglia attraversa eventi cruciali che, se affrontati, possono portare a una maggiore armonia e comprensione. Questo approccio sistemico è utile per risolvere conflitti psicologici, chiarire i ruoli all’interno della famiglia e promuovere l’evoluzione sia del gruppo familiare che dei singoli membri. In questo modo, la terapia familiare non solo aiuta a superare le difficoltà, ma favorisce anche una crescita collettiva e individuale
L’età evolutiva, che va dai 3 ai 18 anni, rappresenta un periodo cruciale nella vita di un individuo. Durante questa fase, i bambini e gli adolescenti attraversano numerosi cambiamenti fisici, emotivi e comportamentali, affrontando sfide continue che possono influenzare profondamente il loro sviluppo.
L’ingresso a scuola segna una transizione significativa, poiché i giovani si allontanano gradualmente dalle figure familiari, come la madre, per immergersi in un ambiente nuovo e spesso sconosciuto. Questa esperienza può portare a momenti di gioia e scoperta, ma anche a frustrazione e ansia. Il passaggio da ambienti sicuri a contesti esterni non è sempre lineare; il desiderio di esplorare e la competizione con i coetanei possono far sentire i ragazzi come se fossero su montagne russe emotive, esponendoli a diverse insidie.
Non tutti i bambini e gli adolescenti possiedono le risorse cognitive, emotive e relazionali necessarie per affrontare queste difficoltà senza subire conseguenze. In molti casi, è fondamentale fornire un “rifornimento in volo”, ovvero un supporto tempestivo e adeguato per aiutarli a navigare attraverso le sfide della crescita.
La psicoterapia dell’età evolutiva si concentra sulla comprensione e sul supporto della psicologia del bambino e dell’adolescente, con l’obiettivo di prevenire problematiche future e promuovere una vita adulta sana e serena. È essenziale che gli interventi terapeutici siano avviati il prima possibile, poiché una diagnosi precoce può aumentare l’efficacia e la durata dei risultati, evitando la cronicizzazione delle difficoltà.
Tra i problemi più comuni che possono manifestarsi durante l’adolescenza troviamo:
In alcuni casi, possono emergere psicopatologie più complesse, come:
Altre difficoltà legate allo sviluppo possono essere classificate come “disturbi dello sviluppo”, tra cui:
Quando si intraprende un intervento psicoterapeutico con bambini e adolescenti, è fondamentale considerare il contesto in cui il minore è inserito. È spesso utile integrare il supporto psicologico con un coinvolgimento attivo dei genitori e della scuola.
È importante ricordare che molte problematiche presentate durante l’infanzia e l’adolescenza possono essere transitorie e influenzate dal contesto. Pertanto, l’intervento psicologico è consigliato non solo in presenza di difficoltà, ma anche come misura preventiva e di sostegno. In caso di disturbi conclamati, è necessario adottare un approccio di psicoterapia strutturata.
In conclusione, il supporto psicologico durante l’età evolutiva è un investimento fondamentale per il benessere presente e futuro dei giovani, contribuendo a costruire le basi per una vita adulta equilibrata e soddisfacente.
Le consulenze psicologiche forniscono un supporto immediato per chi affronta difficoltà emotive o relazionali. La psicodiagnostica consente di ottenere una valutazione approfondita delle problematiche, mentre la psicologia forense si occupa di questioni legate al diritto e alla giustizia. Questi servizi sono essenziali per promuovere il benessere individuale e sociale.
La valutazione psicodiagnostica è uno strumento fondamentale in psicologia, utilizzato per raccogliere informazioni sulle problematiche e le risorse del paziente. Questo processo si basa su due metodologie principali: il colloquio psicologico e i test psicologici.
Il colloquio psicologico è il cuore della valutazione. Durante questo incontro, si instaura una comunicazione profonda tra il paziente e lo psicologo, che consente di raccogliere informazioni preziose. Attraverso l’ascolto attivo e l’empatia, lo psicologo può comprendere meglio le esperienze, le emozioni e le difficoltà del paziente. Queste informazioni sono essenziali per formulare una diagnosi accurata e per progettare un intervento terapeutico personalizzato e mirato.
Accanto al colloquio, l’uso di test psicologici rappresenta un’altra dimensione della psicodiagnostica. Questi strumenti permettono di valutare e quantificare in modo scientifico vari aspetti della personalità e della psiche degli individui. I test possono fornire dati oggettivi che integrano le informazioni ottenute durante il colloquio, offrendo così una visione più completa e dettagliata del paziente.
La psicodiagnostica è utile non solo per dirigere l’intervento terapeutico, ma anche per monitorarne l’andamento e valutare i miglioramenti nel tempo. In ambito giuridico, ad esempio, i test psicologici possono essere utilizzati per stilare profili di personalità di genitori affidatari in situazioni di separazione o divorzio. Inoltre, possono aiutare a valutare la pericolosità sociale di un soggetto autore di reato o a stimare l’affidabilità di un testimone vittima di un crimine.
In conclusione, la valutazione psicodiagnostica è un processo complesso e multidimensionale che gioca un ruolo cruciale nella comprensione e nel trattamento delle problematiche psicologiche. Attraverso un approccio integrato che combina colloqui e test, i professionisti possono offrire un supporto più efficace e mirato ai loro pazienti.
La psicologia giuridica rappresenta un ambito affascinante e complesso della psicologia applicata, dedicato all’analisi delle problematiche psicologiche che emergono nel contesto della pratica giudiziaria. Questo settore si distingue per la sua interdisciplinarità, richiedendo una formazione specifica che consenta di integrare le conoscenze psicologiche con le dinamiche legali. Gli esperti in psicologia giuridica devono saper applicare metodi, teorie e strumenti psicologici per affrontare situazioni che coinvolgono il diritto e il comportamento umano.
In questo campo, si intrecciano contributi provenienti da diverse aree della psicologia, come la psicologia clinica, la psicologia sociale, la psicologia dell’età evolutiva, le relazioni familiari, i processi cognitivi e decisionali, oltre alla neuropsicologia. La psicologia giuridica non opera in isolamento, ma si confronta e collabora con altre discipline che studiano il comportamento umano e il suo impatto nel contesto legale, come la criminologia, la psichiatria forense, la medicina legale, la sociologia e l’antropologia. Questo dialogo interdisciplinare arricchisce la comprensione delle dinamiche psicologiche e legali, contribuendo a una gestione più efficace delle questioni giuridiche e a una maggiore tutela dei diritti delle persone coinvolte.
Le consulenze sono destinate sia a individui che a coppie, offrendo uno spazio di ascolto e supporto. In particolare, i colloqui dedicati al tema del mobbing si concentrano sulle manipolazioni subite da un lavoratore da parte di un datore di lavoro o di un superiore. Queste dinamiche mirano a instillare paura e terrore, contribuendo a un progressivo abbassamento dell’autostima e, nei casi più gravi, al burnout. L’obiettivo finale di chi perpetra tali molestie è spesso quello di spingere la vittima a lasciare il proprio posto di lavoro, creando un ambiente insostenibile e dannoso. Attraverso il nostro supporto, miriamo a fornire strumenti e strategie per affrontare e superare queste difficoltà, promuovendo il benessere psicologico e la resilienza.
Le consulenze psicologiche e sessuologiche offrono un supporto sia agli individui che alle coppie, ed affrontano le difficoltà legate alla sessualità e alle emozioni. Sono colloqui conoscitivi che offrono l’opportunità di esplorare e comprendere le problematiche che possono influenzare le relazioni, siano esse di coppia, familiari o sociali. Durante le sessioni, si possono affrontare sintomi come ansia, attacchi di panico e alterazioni dell’umore, creando uno spazio sicuro per esprimere e analizzare le proprie esperienze. L’obiettivo è promuovere una maggiore consapevolezza e benessere, facilitando un percorso di crescita personale e relazionale.
DIREZIONE
Dott.ssa Carmela Barbaro
Psicologa, psicoterapeuta ad orientamento psicoanalitico, gruppoanalista. Ha lavorato come docente, supervisore e responsabile di training in scuole di specializzazione in psicoterapia. Conduttrice di gruppo Balint e di Large Group Analitico. Dal 2008 è presidente della Scuola Romana Balint Analitica, fondata nel 2004 insieme a Leonardo Ancona †.
STAFF MULTIDISCIPLINARE
Un team costituito da psicologi e psicoterapeuti esperti in psicologia giuridica e forense, psico-diagnosi, psicologia scolastica, dell’infanzia e dell’adolescenza, Tutor DSA e BES, Psiconcologi. Medici esperti in psichiatria e neurologia, Logopedisti, Counselor, Sessuologi, Avvocati.
Il Centro Clinico SRBA offre supporto a chiunque stia affrontando un periodo difficile, sia esso legato a relazioni, lavoro, scuola o salute, e in generale a tutti coloro che vogliono migliorare la percezione di sé con l’aiuto di un professionista esperto.
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